PRONTO, CARTOMANTE?
A chi di noi non è capitato di ritrovarsi, magari a una festa, invischiato in una conversazione a tema esoterismo/cartomanzia. Verosimilmente, l’epicentro della suddetta è una ragazza con il brillantino al naso e le lentiggini disegnate con la matita, fin lì piuttosto taciturna e adesso improvvisamente loquace. Parlando di astrologia i suoi occhi brillano di luce nuova, una luce accecante poiché sincera. Ad ogni domanda che le viene rivolta dall’estemporanea platea la sua gestualità diventa sempre più concitata e la sua favella sempre più incalzante. A questo punto, qualcuno se ne esce dicendo che gli piacerebbe moltissimo farsi leggere le carte, se solo lei le avesse. E lei le ha. Le ha sempre, ovunque.
Nello scenario appena descritto, ho sempre commesso l’errore di andarmene via non appena capivo dove si stesse andando a parare, preferendo al pippone sui tarocchi finanche la combo sigaretta scroccata-momento Fantacalcio col ragazzo della cugina della festeggiata in balcone. Ma sbagliavo. D’altronde, nella vita, ogni cosa ha il suo tempo, e solo adesso riconosco che non essermi mai appartato con la streghetta di turno in un angolo buio della casa a farmi leggere le carte è stato un gravissimo errore. Perchè oggi, nella confusione dei miei ventisei anni, sballottato in qua e là dalle correnti del turbocapitalismo e con l’incombente minaccia di un olocausto nucleare sullo sfondo, sono alla disperata ricerca di risposte. Pagherei per farmi leggere le carte. E così ho fatto, andando su Google e cercando un cartomante da contattare on line.
Dopo lunghe ricerche che mi hanno trascinato fin negli angoli più oscuri del web, ho optato per il sito Profetum.com, persuaso dal fatto che non solo pare abbiano una sede fisica, e quindi, immagino, un servizio clienti con il quale interfacciarsi in caso di carta di credito clonata, ma che questa sede si trovi a Torino, città che appartiene sia al triangolo della magia bianca che della magia nera. Su Profetum gli “esperti” hanno nomi più o meno esoterici (“Dea Divina” / “Matteo”), bio più o meno catchy, recensioni e soprattutto una tariffa al minuto. Si va dai €0,50/min di “Martyna Lilith la regina del Bagatto” ai €3,45/min di “Astella”. Alcuni offrono anche dei pacchetti speciali, tipo la “Pulizia Energetica” a €35 oppure il “Love Coaching” a €65, fino ad arrivare al boss finale dei pacchetti, il “Top Unlimited” a €600 di Michelle Angelica Lolita, che dà diritto a chiamate illimitate, in qualsiasi momento. È possibile filtrare per specialità, come “medianità”, “tarocchi”, “veggenza” o “rune”, termine quest’ultimo che scopro riferirsi a un’antica arte di chiaroveggenza dei popoli nordici e non a Holger Rune, talentuoso tennista danese. Curiosamente, non è possibile filtrare per prezzo.
Nella scelta del cartomante, se il consulto avvenisse off line mi baserei sulle c.d vibes, che però data la situazione sono molto difficili da carpire. Entra a questo punto in gioco in me un meccanismo tipico dell’economia di mercato, ovvero quello secondo cui più il prezzo di un determinato bene sarà alto più quest’ultimo sarà migliore. Aspiranti addetti marketing, prendete nota. Prendo coraggio e sfruttando i cinque minuti gratis offerti alla registrazione contatto una delle top cartomanti per chiedere informazioni. È online e mi risponde subito, ma ha un tono piuttosto arcigno alla Wanna Marchi e un timbro di voce che ricorda quello di mia madre. Desisto. Capisco però che cinque minuti volano, così viro su un altro cartomante, più economico e con un profilo abbastanza vanilla. Il primo passo, adesso è ricaricare il credito. Non si può mettere un importo a scelta, ma solo 15, 30 o 50 euro. Ne carico 15.
Chiamo, iniziamo la seduta: “Ci sono fonti di negatività nella mia vita?”- chiedo. La risposta è affermativa. La negatività proviene da un uomo, che mi impedisce di realizzarmi appieno. Il problema è grosso a quanto pare, ma per fortuna la soluzione c’è e si chiama Ho’oponopono. No, non sono io che cerco di presentarmi dopo il terzo Negroni, ma il nome di un mantra hawaiano, che mi permetterà di schermarmi da questa negatività. Nello specifico, devo scrivere nome e cognome della persona in questione su un foglietto, chiudermi in camera e ripetere le parole “Mi dispiace. Perdonami. Grazie. Ti amo”. Tutto ciò per 21 giorni, un “numero molto potente”. Faccio per chiedere la prossima domanda ma a questo punto la chiamata si interrompe. Credito esaurito. Una sincera inquietudine mi assale. Rimango interdetto. Ricaricare o non ricaricare, questo è il dilemma. Apro Revolut e ricarico. Richiamo.
“Cosa sai dirmi della mia vita sentimentale?” A questo giro la pescata dura un bel po’, ma il responso è positivo: avrò un incontro meraviglioso sia a livello fisico che mentale. Questo incontro avverrà in locali o discoteche (come no). Ma, aggiunge il cartomante, le carte dicono che ho un’esperienza passata che mi ha lasciato con tristezza e malinconia. Un qualcosa di irrisolto che prima devo affrontare. “E tutto questo quando avverrà?"- chiedo. Con l’utilizzo delle famose rune, che “sono più potenti per i tempi” mi viene comunicato che “si andrà dopo l’estate”, a ottobre precisamente. Ma sarà amore vero, non un'avventura di una notte - precisa il cartomante. Un amore con la A maiuscola, un incontro frutto del destino, del mio percorso “animico”, in un giorno in cui non lo starò cercando.
Archiviata la questione amorosa, pongo all’oracolo la mia ultima domanda: “Come vedi il mio futuro professionale?” Nell’esatto istante in cui finisco la frase la linea cade di nuovo. Credito terminato. Proprio adesso adesso che avrei avuto la risposta alla domanda che più mi assilla. Ho speso trenta euro per diciotto minuti. Molto più di uno psicologo. Sulla chat del sito, il cartomante mi scrive di richiamarlo al più presto perché mi deve dire delle cose importanti. Ammetto che la tentazione di fare un’altra, la terza ricarica, è forte. Ma mi fermo qui. Credo di aver capito il giochino.
Per cosa, esattamente, ho corso il rischio di prosciugarmi la prepagata? Per delle risposte, sì, ma solo all’apparenza: per una speranza che ci siano delle risposte. In Pastorale americana, Philip Roth scriveva che se esiste qualcosa di peggio del farsi domande troppo presto nella vita è farsele troppo tardi. Ma una terza ipotesi è che la cosa peggiore sia volere a tutti i costi rispondersi a quelle domande. La speranza infatti ha una caratteristica che la contraddistingue: non si esaurisce mai. Smettere di sperare significa smettere di vivere. Resa merce, quindi, essa diventa un bene estremamente appetibile sul mercato; resa anche a portata di click diventa l’ennesimo rischio di dipendenza patologica. E a cosa siamo disposti pur di sperare? A tutto. Perché se il futuro è già scritto da qualche parte allora la vita si alleggerisce del suo fardello più pesante, cioè il vivere stesso.
Jacopo Di Gerlando
