D'amore e disamore

D'amore e disamore

Caro lettore, da quando non scrivi una lettera?Da quanto non trovi il tempo per confrontarti con una pagina bianca dando corpo alle tue ossessioni, al caotico flusso di pensieri che tremano su un foglio, ai tuoi segreti più inconfessabili a voce, alla potenza dei tuoi sentimenti?

Caro lettore, Hai mai scritto una lettera? Hai mai provato a rendere tangibili, tramandabili le tue parole, dirette ad un destinatario senza avere la certezza di replica o la possibilità di cancellarle? 

Caro lettore, ti capiamo. Se noi non avessimo il Bestiario a ricordarci continuamente che la vita reale è un’altra cosa rispetto a quella che viviamo ogni giorno, probabilmente non saremmo mai incappati in questi pensieri.

L’oggi è il tempo della comunicazione continua e immediata. Non c’è un giorno in cui non scriviamo un messaggio per essere in contatto, per sentirci in contatto. D’altronde gli psicologi ci inducono a parlare, a chiarirci, a spiegarci, ci dicono che è importante comunicare, risolvere, definire. Ma cosa ci diciamo davvero in questo dialogo serrato e ininterrotto? Ma soprattutto, di quali parole si nutre l’amore? Si può credere nella longevità di un sentimento sancito con un whatsapp cancellabile in 24 ore? Si può appaltare la lentezza e la complessità dell’amore a una comunicazione singhiozzante, perpetua, invisibile?

Dichiararsi oggi, rendere chiaro il proprio sentimento, fa paura. Ci si arma fino ai denti per non scottarsi, si sonda il territorio dell’amato mandando in avanscoperta messaggi e segnali, si pretendono certezze e rassicurazioni, ci si inabissa nei profili social, si studiano foto e video, abitudini, viaggi, si ricercano informazioni su vecchie storie. Si piantano red flags dovunque ci sia il sospetto di una ferita o una delusione non calcolata. Prima della dichiarazione, ci si vuole assicurare: il mio amore deve essere corrisposto.

Ma lo sappiamo bene e lo abbiamo scritto nel titolo del numero 18 del Bestiario, “Sempre tossico è l’amore”, intendendo la tossicità non con quel significato mediatico e abusato di cui sentiamo parlare oggi in ogni dove, stendardo esibito da psicologi e influencer, ma riferendoci proprio al veleno (toxéin) posto sulle frecce dell’arco di Cupido, bambino innamorato e tiranno spietato che fa dell’amore il più serio dei suoi giochi, e alla cui signoria bisogna sottostare. L’amore inteso come slancio vitale, incalcolabile, improgrammabile, che non ha agende e business plan, che scombina i piani delle giornate e che, nel migliore dei casi, rende la vita preziosa e significativa, e di cui queste lettere che vi presentiamo ne sono le emanazioni.

Perché, alla sciatteria che caratterizza la comunicazione di questa epoca, abbiamo preferito ridare spazio ad una forma antica, la lettera, perché scrivere una lettera è un atto umano prima che comunicativo. Prendersi del tempo e trovare uno spazio a cui affidare dei pensieri, metterli in forma ordinata attraverso un gesto che è irreversibile, che viaggerà nello spazio e parlerà in vece di chi scrive, è una pratica con un certo peso e richiede un altrettanto sforzo. È un atto definitivo. È un sigillo ad un sentimento, non modificabile. Ha una sua grazia e una sua verità - nella grafia, nel colore, nella carta. È un oggetto d’amore. O di disamore. Perché anche il disamore ha la sua dignità. Il rifiuto, il respingimento amoroso, il fallimento relazionale sono spauracchi contemporanei, a cui si preferisce il silenzio, la fuga, il ghosting. Ha invece una sua nobiltà il prendersi la briga di rendere conto ad un amore non corrisposto, dare credito e importanza a chi non si ama o si è smesso di amare; è un atto di riconoscenza. 

È da questi pensieri che nasce “D’amore e disamore”, una prima, agile pubblicazione, a corredo di una ristampa speciale che è ormai un cult per noi e per i nostri lettori. Una raccolta di lettere dei nostri autori preferiti, corrispondenze di amori travolgenti e dinieghi altrettanto stupefacenti, parole per amori appena nati o scritte prima di dire addio al mondo, parole arrabbiate e parole erotiche, cerebrali e impetuose. Una raccolta per dare importanza a questa forma comunicativa antica e genere letterario vivissimo, e che il Bestiario invita a recuperare, a rendere esercizio sentimentale e pratica quotidiana.