Lettera d'amore anonima ~ Cara Pi

Lettera d'amore anonima ~ Cara Pi

Cara Pi, 

vorrei che ogni tuo pensiero verso di me muovesse, che rispondesse quindi alle stesse logiche del mio, che non conosce altra direzione se non quella in cui sempre ti trovi. Vorrei che le voci che tu distingui con facilità non avessero per me un suono sconosciuto, che i volti a me noti non ti risultassero estranei; vorrei insomma che la nostra ancor breve esistenza potesse contare su molto più tempo trascorso insieme. Ma i luoghi che ci hanno ospitati non ci troveranno più insieme, quei luoghi che ci hanno visti felici e che ora appartengono alla malinconia.

Una volta, in una città che non era nostra, camminammo a lungo, dopo averlo a lungo sperato, e lì avvertii la fortuna che sarebbe stata averti per sempre con me; dopo aver parlato di cose quotidiane, mi sembrava che amarti fosse la cosa più normale, mi camminavi affianco e i tuoi passi avevano la cadenza dei battiti del mio cuore. Quel giorno attesi il tuo arrivo sotto un portico dove, quando poi ci salutammo, ritornai per immaginare che tu mi stessi venendo di nuovo incontro e intanto tra la folla scorgevo persone ridere tra loro e mi chiedevo come facevano ad essere felici senza te, come facevano a conoscere il pieno significato della parola bellezza se non ti conoscevano.

E ora so che taglierai i tuoi ricci di rame senza ch’io li abbia visti crescere e le tue lunghe palpebre, che talvolta con tenerezza stropicci, continuerai a stropicciare senza esserti stancata con me. È una malinconia dalla quale non voglio separarmi, che considero quasi una tua estensione e che voglio ancora tenere con me, come tutto quello che ti riguarda. Io non conosco, Pi. il colore dei muri che ogni mattina ti trovano sveglia per un nuovo giorno, per un altro giorno in cui non ti vedrò, non ci incontreremo e tu neppure mi penserai, eppure ogni volta che riuscivo a farti ridere mi sembrava che le cose della vita andassero per il verso giusto.

Una lettera per qualche motivo: per raggiungere il tuo spirito che non è di questo tempo, e per aiutare il mio, adesso che risponde a bisogni nuovi e diversi.

Avrei dovuto essere per te il sereno, o quel tramonto che chiude il largo ai marinai, il freno alle tue annose questioni sul niente, al tornare sempre uguale della noia, e saper farti gioire di quel niente, della noia, d’una tregua anonima. Il passo regolare della calma avrei dovuto essere e la certezza che pone fine all’imbarazzo, avrei voluto schiarire ogni turbamento e placare certe cose ombrose che talvolta si manifestavano con nostro stupore. Tutto questo avrei voluto essere per te e molto più, anche solo per sapere, da ultimo, che la mia vita, non è stata solo per me.

T’ho amata d’un amore diverso, come si aspettano certe cose che quando arrivano non sai come gestire, mai avrei creduto che tu potessi essere così simile a me e quando l’ho saputo non credevo a me stesso e non credevo che a te; allo stesso modo t’ho amata: d’un amore che non sentiva ragioni e sentiva te.

 

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Foto di Alberto di Lenardo - Per leggere altre lettere d'amore anonime iscriviti alla newsletter del Bestiario Lettera dal mondo ritrovato: https://substack.com/@ilbestiariorivista1